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“Le ideologie creano archivi di immagini probatorie e rappresentative che incapsulano idee condivise, innescano pensieri e sentimenti facilmente prevedibili. … il problema non sta nel fatto che ricordiamo grazie alle fotografie, ma che ricordiamo solo quelle. Il ricordo attraverso le fotografie eclissa altre forme di comprensione, e di ricordo”

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri

Studi, video, film, documenti, libri, giornali sono veramente un oceano in cui è facile perdersi; per questo risulta difficile percepire quale e quanta informazione giunge correttamente a destinazione. Quella che si definisce “memoria collettiva” non è affatto il risultato di un ricordo, bensì di un patto, per cui ci si accorda su quale versione dei fatti ritenere valida.
Il sisma del 6 Aprile 2009 è stato preceduto da una serie di fatti e circostanze anche molto lontani tra loro. Anagrafe del danno si muove trasversalmente su fatti, luoghi e personaggi, che hanno caratterizzato in qualche modo l’evento e il mio approccio si caratterizza principalmente sullo studio dei prodromi del terremoto, a partire metaforicamente dal “Mammuth” la foto numero “zero”. L’animale databile più di un milione di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all’epoca si presentava come un grande lago chiuso.
Questo grosso animale preistorico stretto oggi, nella sua “armatura”, insieme ai ponteggi, che avvolgono l’intero centro storico dell’Aquila; ai suoi infiniti decreti, regolamenti, ordinanze prodotte dallo stato, dagli enti locali e dalla protezione civile e ai suoi infiniti iter giudiziari, è una sorprendente metafora di come sono andate le cose. Questo spinge a riconsiderare il fatto non tanto come conseguenza di qualcosa, ma quanto causa di qualcos’altro, producendo una serie di riflessioni sullo stato delle cose di un territorio “nuovo” modificato fin nelle sue radici più profonde, capace di cambiare irreversibilmente gli assetti urbanistici, sociali e culturali di un’intera città.

Sergio Camplone 2014

“Onorevole Signor Sindaco e Signori della giunta. In un momento, in cui sotto l’ansia dubbiosa della paura, l’anima della Città nostra si agitava per la ricerca di un asilo che la difendesse più sicuramente dalle conseguenze terribili del terremoto, e nella mente di ciascuno si alternavano i progetti più strani e più illogici, d’abbandono definitivo della nostra terra alla creazione di case di legno, che solo un eccesivo panico poteva giustificare (…) La nostra Città, dopo il terribile terremoto del 1703, che la colpì tanto duramente, risorse per valore e tenacia della sua gente (…) Non casupole di legno, né modeste abitazioni essa contrapposte al terremoto che continuamente abbatteva, ma palazzi sontuosi e monumenti, case ottimamente costruite, anzi ammaestrate dai passati cataclismi, orientò i propri fabbricati in tale posizione che dall’investimento dell’onda sismica avessero a soffrire nel minor grado. (…) Pensare al decentramento è fare offesa ad ogni principio di logica e di progresso”

Relazione e proposte della commissione per il terremoto. L’Aquila, novembre 1915

 

 
 
 

Mammuthus meridionalis: specie estinta molto diffusa nella penisola italiana all’inizio del Quaternario. L’animale, databile circa un milone di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all’epoca si presentava come un grande lago chiuso.Prima dell’imporsi del concetto di evoluzione della geologia moderna le popolazioni che abitavano le aree interessate dal ritrovamento di fossili di meridionalis, tendevano a dare spiegazioni fantasiose sulla loro origine, come conferma John Murray nella sua “Guida del Centro Italia del 1843”. “Gli abitanti, che ignorano la storia naturale, sostengono che per questa via sia passato Annibale e dunque ritengono che quelle ossa siano i resti degli elefanti cartaginesi”.

PETTINO, la nuova città nata dal piano regolatore generale del ’75. Uno dei più grandi quartieri dell’Aquila, sorge su di una faglia profonda 10 km, che ha generato i terremoti più devastanti dell’Aquilano. La relazione geologica allegata al piano regolatore evidenziava chiaramente la faglia, come dice Antonio Perrotti l’ex direttore generale dell’ assessorato Ambiente e Territorio della Regione, ma evidentemente la città doveva espandersi lì. (…) “Fortunatamente la faglia che si mise in moto nel 2009, non fu quella di Pettino, altrimenti avremmo visto ben altre distruzioni”.

A Pettino negli anni ’70, quando il comune dell’Aquila, a seguito di un bando, concesse a 17 cooperative vari lotti, destinati all’edilizia popolare, nasce anche il mastodontico insediamento “Consorzio 201”. Adesso su 201 abitazioni edificate, ben 175 saranno oggetto di demolizione, le altre di pesanti restauri. Si tratta di uno degli interventi più importanti del post-sisma con i suoi 50 milioni di euro di lavori stimati. (fino ad adesso)
La zona Campo di fossa, per secoli non è mai stata edificata. Una contrada popolata da spettri un luogo usato per le esecuzioni di condanne a morte, poi una spianata usata per le baracche del terremoto del 1461, del 1703 e quello marsicano del 1915. Insomma un quartiere maledetto. Campo di fossa è il nome dell’intera zona all’estremità meridionale del perimetro fortificato dell’Aquila che nasce sulla base di un unico progetto di inurbamento fatto nella metà del Duecento. La maledizione, si estinguerà, soltanto quando tutte le chiese, tutti i monasteri e tutti i conventi del Campo di Fossa, scompariranno o per terremoti o diventeranno irriconoscibili a seguito di ristrutturazioni e mutamenti di destinazione.
Nel 1883, L’Aquila organizza un festival di solidarietà a favore del devastante terremoto che ha distrutto la città di Ischia, proprio nel Campo di Fossa, che diventerà a breve il quartiere più “in” della città, dove inizia un intensa speculazione edilizia. Con la famosa “esposizione universale del 1888”, a Campo di Fossa ci fu il Concorso Agrario Regionale, agosto 1888, che ne sancì la definitiva affermazione.
A Campo imperatore vi è l’albergo dove Benito Mussolini fu tenuto prigioniero dal 28 agosto al 12 settembre 1943. Il blitz, coordinato dal capitano tedesco Otto Skorzeny, sarebbe poi passato alla storia come Operazione Quercia. Luogo tutt’ora raggiungibile solo tramite la funivia che parte da Fonte Cerreto e, solo d’estate, con l’auto lungo la Statale 17bis che, se bloccata a valle, rende inviolabile l’altopiano. Un luogo facilmente difendibile e difficile da raggiungere. Questa caratteristica unica deve aver fatto balenare l’idea (poi tramontata) alla delegazione Americana per il G8, di istallare il quartier generale di Barack Obama a 2.000 metri di quota sul Gran Sasso, nell’ex prigione del duce.
Epicentro del terremoto L’Aquila – INGV Dati INGV 42.334 13.334 Dati USGS: 06/04/2009 at 01:32:39 (03:32:39) 42.334°N, 13.334°E