artist residence

31 Luglio 2019

artist residence_cosenza Italy

A maggio 2019 sono stato invitato da Giacinto di Pietrantonio e Cosmo Laera a partecipare all’ artist residence a Cosenza in Calabria. 15 giorni di scambio e confronto con altri artisti e fotografi.

Ero partito con l’idea di fotografare tutte le persone con cui sarei entrato in qualche modo in contatto. Per un po mi era balenata l’idea di creare una sorta di mappa sociale di Cosenza; senza nessuna velleità socio-antropologica, ma un modo per entrare in contatto con una città che prima di tutto mi stava ospitando e poi ci chiedeva di indagarla artisticamente. Forse mi sarebbe piaciuto svelarne alcune criticità. La città è un organismo vivente molto complesso!

“ una lista di cosa e dove fotografare. ”

 

Ma una volta arrivato nei BOX artist di Cosenza ad attenderci c’era una LISTA, una lista di cosa e dove fotografare. La LISTA credo sia qualcosa che freni l’immaginazione, può anche essere un facilitatore nel lavoro, ti dice cosa e dove lavorare, ma a noi fotografi piace complicarci la vita, e allora di questa famosa LISTA, ho mantenuto solo il nome, usandolo come titolo per il progetto.

A questo punto però, il lavoro ha preso altre strade. Due settimane sembrano tante, ma in realtà sono nulla per instaurare un rapporto con una città, perché? Perché si ha bisogno di tempo per appropriarsi dello spazio, riconoscersi in un luogo ed esservi riconosciuti. E alla fine questo lavoro è diventato una sorta di LISTA sulle cose che hanno attirato la mia attenzione, una LISTA di cose da approfondire, una LISTA di cose da tenere a mente. Dei postit!

Per qualcuno potrebbe essere una LISTA di cose da evitare, da nascondere, da cambiare. Insomma una LISTA di cose e di persone. Ho usato anche diversi linguaggi e approcci per questo lavoro, mi attraeva l’idea di destabilizzare prima di tutto me stesso cambiando il mio solito modo di lavorare, poi aggiungendo fotografie in bianco e nero fatte ad oggetti vecchi, insieme al colore mi ha in qualche modo permesso di creare una corrispondenza tra il passato e il presente.

Ovviamente questa cosa ha ulteriormente frammentato il lavoro, ma questo potrebbe anche voler dire che è aperto a differenti forme d’interpretazioni. Perché come dice Pirandello;

L’artista non può credere alla realtà oggettiva, la realtà individuale è sempre un interpretazione parziale delle cose.

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